Yoga e Parkinson

Che cos’è lo Yoga

Se andassimo a rispolverare il nostro dizionario Treccani troveremmo questa definizione sullo Yoga: “ Disciplina psico-fisiologica indiana basata su una vasta gamma di tecniche ascetiche. Lo yoga cosiddetto classico costituì uno dei sistemi filosofici indiani, strettamente collegato al Sāṃkhya; tuttavia, proprio per la sua natura tecnica, esso è piuttosto un supporto per i vari sistemi filosofici, da cui riceve specifici indirizzi.

Indizi della sua esistenza risalgono già all’epoca preariana, e sono rintracciabili nell’Atharvaveda (Veda); ma è nelle Upaniṣad che esso compare come termine indicante una ‘tecnica’. Lo yoga offre gli strumenti per sottomettere al dominio della coscienza i processi psichici e fisiologici che si svolgono normalmente fuori di essa, al fine di risvegliare quella potenza nascosta nel substrato psichico per mezzo della quale si realizza tale reintegrazione. In questo senso yoga può essere inteso anche come ‘riunione’ tra l’uomo e il cosmo individuato, che insieme si trasfigurano così nell’Universo trascendente ”.

Seppur una definizione interessante, oggi lo Yoga è inteso come una sequenza di posture, chiamate ASANA, mirate al rinforzo ed allungamento muscolare, alternate ed integrate con esercizi respiratori noti come PRĀṆĀYĀMA che, unitamente a tecniche di MEDITAZIONE e rilassamento, promuovono notevolmente il benessere psico-fisico della persona.

Quali sono i benefici dello Yoga nella Malattia di Parkinson?

Secondo una revisione scientifica pubblicata nel 2017 sul Journal of Clinical Neuroscience (Evidence based effects of Yoga in neurological disorders – Mooventhan, A.; Nivethitha) la pratica dello yoga potrebbe essere un coadiuvante notevolmente efficace per numerose patologie neurologiche. In particolar modo riguardo

la MALATTIA DI PARKINOSN è scritto:

In vari studi, la pratica dello yoga ha dimostrato di essere efficace nel migliorare varie funzioni fisiche come stabilità [21], bradicinesia, rigiditàforza muscolarepotenza [22], riduzione del tremore [24], Unified Parkinson Disease Rating Scale (UPDRS) punteggi motori [24,25], e i punteggi di Berg Balance Scale (BBS), Mini-Balance Evaluation Systems Test (Mini BES Test) [25], 30-Second Chair Stand, Single-Leg Balance test, Sit destro e sinistro e Reach Test [23], Timed Up and Go, test di velocità di camminata normale e massima di 10 metri, 1 ripetizione massima e potenza di picco per leg press [25]; funzioni fisiologiche come la pressione arteriosa diastolica e la capacità vitale forzata [24]; funzione mentale come la depressione [23]; e QOL [24] in pazienti con PD.

Inoltre, nella stessa pubblicazione, viene riportato un caso di studio in cui una pratica dello yoga di 12 settimane (sessioni da un’ora emezza, due volte alla settimana) con esercizi terapeutici seguiti da un programma di esercizi a casa di 12 settimane ha dimostrato di essere efficace nel migliorare

• il questionario sulla malattia di Parkinson (PDQ)

• lo strumento di valutazione della mobilità (HLM Assessment tool)

• la lunghezza di diversi muscoli degli arti inferiori

• la forza dei muscoli degli arti superiori e inferiori

• l’equilibrio dinamico

Anche freezing rischio cadute sembra inoltre ridursi notevolmente a seguito di un percorso yoga di 8 settimane su pazienti con Malattia di Parkinson, come scrive Hindawi in uno studio di Marieke Van Puymbroeck e Arlene A. Schmid (Functional Improvements in Parkinson’s Disease Following a Randomized Trialof Yoga)In ultimo, , L’American Academy of Clinical Psychiatrists in unarecente revisione del 2020 (The effects of yoga on depression andmotor function in patients with parkinson’s disease: a review of controlled studies) dichiara l’efficacia dello Yoga come strumentoterapeutico non farmacologico efficace per la DEPRESSIONE nella Malattia di Parkinson.

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